8 marzo 2022 “Donne rifugiate libere dalla violenza”

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Accordo di collaborazione tra Associazione Ananke e Commissione territoriale per la protezione internazionale di Ancona.

Pescara – 8 marzo 2022. Concordata l’Intesa interistituzionale tra Associazione Ananke e Commissione territoriale per la protezione internazionale di Ancona.

Trattasi di un un grandissimo risultato che formalizza le buone prassi di collaborazione degli ultimi anni avute tra le due realtà che operano a favore del riconoscimento della violenza e dei diritti delle donne, in particolare delle donne migranti rifugiate e chiedenti asilo.

La Commissione, che opera per il riconoscimento dello status di rifugiato e la protezione internazionale delle donne, è entrata in relazione con il Centro antiviolenza Ananke, con l’avvio, nel 2017, del progetto Leaving violence. Living safe.

Tale progettazione nata tra la rete D.i.Re – Donne in rete contro la violenza, della quale Ananke è socia e parte attiva, e l’, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, ha avuto l’obiettivo di l’accesso ai centri antiviolenza della rete D.i.Re. alle donne migranti richiedenti asilo e rifugiate sopravvissute alla violenza.

Nel corso di questi anni Ananke è entrata in contatto ed ha collaborato con tutte le strutture di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiate presenti nel territorio della provincia di Pescara. Ha avuto la possibilità di fare diversi incontri di formazione e di sensibilizzazione con gli operatori e le operatrici delle strutture. Ha inoltre incontrato tantissime donne ospiti di tali strutture con l’obiettivo di fare conoscere loro l’esistenza e la specificità del Centro antiviolenza, accogliendo di conseguenza numerose donne migranti richiedenti asilo e rifugiate nel Centro antiviolenza.

Tra le numerose proposte strategiche elaborate dall’equipe del progetto Leaving violence. Living safe c’è proprio quella di rafforzare la collaborazione operativa tra i Centri antiviolenza, le Commissioni territoriali, i Tribunali, le Questure, i Servizi sanitari per migliorare le procedure di asilo per le donne richiedenti asilo sopravvissute alla violenza, anche attraverso consultazioni regolari in cui analizzare le criticità emergenti nelle diverse fasi della procedura – compilazione del modulo C3, intervista in Commissione territoriale, referral, ricorsi avverso le decisioni riguardanti la richiesta d’asilo – e proporre soluzioni per risolverle. Così come creare momenti di formazione e di scambio.

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