SIAMO QUI

siamo qu eila La forte presenza femminile tra i cittadini migranti presenti in Abruzzo ha motivato l’associazione Ananke a fare parte del Coordinamento regionale migranti che ha promosso, insieme ad altri, la manifestazione contro la guerra, il razzismo e le discriminazioni del 20 marzo a Pescara.
Quando parliamo d’immigrazione non possiamo quindi utilizzare un linguaggio neutro. Ci sono uomini e donne migranti. E la differenza di genere comporta uno sguardo particolare nel riconoscere la specificità che l’applicazione di alcuni diritti richiede.
IMG-20160320-WA0008
Combattere le condizioni di svantaggio e di esclusione delle donne migranti per promuovere i loro diritti di cittadinanza è oggi un’azione alla quale lo Stato non può sottrarsi.
Combattere il razzismo ma anche il sessismo consiste nella lotta contro le discriminazioni, per i diritti, per le individualità e per le libertà.
I progetti migratori delle donne possono essere diversi. Alcune sono protagoniste del proprio progetto migratorio, altre seguono il progetto dei loro mariti e compagni o delle loro famiglie, altre fuggono da situazioni di guerra, di conflitto e da persecuzioni. Fuggono dunque da situazioni di forte violenza.
E per fuggire da queste condizioni di violenza oggi approdano nelle nostre coste, spesso con i loro figli e figlie, dopo un viaggio estremo ed estenuante durante il quale spesso subiscono violenza sessuale arrivando, a volte, gravide o infette da qualche malattia. Donne che provano vergogna e paura e difficilmente denunciano lo stupro subito. A loro è dovuta una accoglienza e una cura particolari che uno Stato civile e democratico non può più rimandare.
Per questo Ananke, che nel Centro accoglie donne che subiscono violenza, non può non essere in prima fila nell’impegno per una accoglienza degna e solidale, nei confronti di chi soffre una doppia discriminazione in quanto donna e migrante.20160320_173434