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Violenza e maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia PDF Stampa E-mail
Lunedì 25 Gennaio 2010 16:25

Periodo di riferimento: Anno 2006
Diffuso il: 21 febbraio 2007

L’Istat presenta i risultati di una nuova indagine per la prima volta interamente dedicata al fenomeno delle violenza fisica e sessuale contro le donne. Il campione comprende 25 mila donne tra i 16 e i 70 anni, intervistate da gennaio a ottobre 2006 con tecnica telefonica.

L’indagine è frutto di una convenzione tra l’Istat – che l’ha condotta – e il Ministero per i Diritti e le Pari Opportunità – che l’ha finanziata con i fondi del Programma Operativo Nazionale “Sicurezza” e “Azioni di sistema” del Fondo Sociale Europeo.

Vengono misurati tre diversi tipi di violenza.

  • La violenza fisica è graduata dalle forme più lievi a quelle più gravi: la minaccia di essere colpita fisicamente, l’essere spinta, afferrata o strattonata, l’essere colpita con un oggetto, schiaffeggiata, presa a calci, a pugni o a morsi, il tentativo di strangolamento, di soffocamento, ustione e la minaccia con armi.
  • Per violenza sessuale vengono considerate le situazioni in cui la donna è costretta a fare o a subire contro la propria volontà atti sessuali di diverso tipo: stupro, tentato stupro, molestia fisica sessuale, rapporti sessuali con terzi, rapporti sessuali non desiderati subiti per paura delle conseguenze, attività sessuali degradanti e umilianti.
  • Le forme di violenza psicologica rilevano le denigrazioni, il controllo dei comportamenti, le strategie di isolamento, le intimidazioni, le forti limitazioni economiche subite da parte del partner.


L'indagine è stata presentata nel corso della Conferenza-evento tenutasi presso Palazzo Chigi.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 27 Gennaio 2010 12:19
 
8 marzo 2006: le iniziative della Sezione Italiana di Amnesty International PDF Stampa E-mail
Lunedì 25 Gennaio 2010 16:21

 

In occasione dell’8 marzo, la Sezione Italiana di Amnesty International organizza una serie di iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica su una delle piaghe più vergognose dei nostri tempi: le violazioni dei diritti umani delle donne.

Le principali iniziative della Sezione Italiana di Amnesty International in programma l’8 marzo sono le seguenti:

- Firenze: Seminario “La violenza domestica: un male nascosto, una violazione dei diritti fondamentali delle donne”, in collaborazione con la Commissione Regionale Toscana per le pari opportunità uomo-donna e l'associazione Artemisia - Centro donne contro la violenza "Catia Franci" (Auditorium della Regione Toscana, via Cavour 4 , dalle 14.30 alle 18.30);

- uscita sul territorio nazionale del film “Moolaadé” di Sembene Ousmane (distribuzione: Lucky Red, patrocinio di Amnesty International). Il film del pluripremiato regista senegalese racconta la vittoriosa rivolta delle donne di un villaggio contro la pratica delle mutilazioni genitali femminili.

- Milano: presentazione del libro fotografico “Italiane. Cinquant’anni di storia italiana al femminile” di Gianni Berengo Gardin (Nuovo Spazio Guicciardini, via Melloni 3, ore 11). Il volume inaugura la nuova serie di libri fotografici dell’editore di Amnesty International, EGA di Torino. Oltre all’autore sarà presente Lella Costa, autrice della prefazione.

- Roma: in collaborazione con gli Assessorati alle Pari Opportunità e alle Politiche Educative del Comune di Roma, l’evento finale per gli studenti e le studentesse della città che hanno partecipato alle attività sui diritti delle donne all’interno del progetto per le scuole “Rome for Women”. A conclusione di un lungo anno di lavoro, a partire dalle 10.30, il Consiglio Comunale di Roma si riunirà in seduta straordinaria e il sindaco Walter Veltroni premierà, nella Sala Giulio Cesare del Campidoglio, tutte le classi che hanno contribuito a promuovere e difendere i diritti delle donne nelle città. Tutti i progetti realizzati dalle scuole saranno esposti in una mostra all’interno della Protomoteca e visibili anche nelle pagine di questo sito, nella sezione dedicata all’Educazione ai diritti umani.

Ulteriori appuntamenti:

• Bari: l’ 8 marzo presso l'aula magna del Policlinico in Piazza Giulio Cesare,11 si terrà la conferenza "Donne e violenza: quando la realtà passa inosservata".
Interverranno: dott. Vimercati, ginecologa; prof. Selvaggi; dott. Fusco, ostetrica; prof. De Biase, psicologo; avv. Anna Cazzato, Amnesty International.
Ci saranno inoltre le testimonianze dirette di alcune immigrate e verrà proiettato il nostro video "Mai più violenza sulle donne".

• Foggia: l’8 marzo dalle ore 17.00 alle ore 21.00 presso il Centro commerciale Mongolfiera gli attivisti del gruppo di Foggia lanceranno la nuova azione della campagna "Mai più violenza sulle donne", per denunciare le violenze domestiche subite dalle donne francesi e dalle donne straniere in Francia vittime di mutilazioni genitali femminili, di tratta ai fini di prostituzione e di matrimoni forzati.

• Collegno: presso il "Museo della Città, sezione di storia contemporanea e della Resistenza", di piazza Cavalieri SS. Annunziata, 7, nei giorni 8 - 9 - 10 - 15 - 16 - 17 marzo dalle ore 16 alle ore 19 si potrà visitare la mostra fotografica organizzata dal Gruppo Italia 115 , dal titolo "Mai più violenza sulle donne - alcune delle violazioni più diffuse e gravi che le donne si trovano a subire in situazioni di conflitto, miseria e discriminazione diffusa.”
Ingresso libero.
Per informazioni : tel. 011.4050213 - 011.9676056.

• Biella: sabato 11 marzo il gruppo 47 di Amnesty International di Biella dalle ore 9.30 alle 19,00 sarà al Cda, i Giardini di Biella, con un punto informativo in occasione della festa dell’ 8 marzo. Si potranno firmare appelli in favore di donne vittime di gravi violazioni dei diritti umani.

• Torino: mercoledì 8 marzo, in via Avogadro 30, dalle ore 17,00 alle ore 20,00, il gruppo consiliare Verdi per la pace del Consiglio Regionale del Piemonte, ha organizzato, in collaborazione con Amnesty International, una conferenza che affronta il tema delle donne che difendono i diritti umani, dal titolo: “L'impegno politico sociale: quando le donne si impegnano per difendere i diritti umani”.
Partecipano all'iniziativa:
Maria Cristina Spinosa, consigliera regionale, gruppo Verdi per la pace; Angela Negrin Vitale, Amnesty International; Alberta Pasquero, Unifem Italia; Paola Feo, Emergency; Beatrice Alemanni De Carrello, Procuratrice per la difesa dei diritti umani, El Salvador.
Modera: Vera Schiavazzi, de La Repubblica
Ingresso libero
Segreteria organizzativa:Tel.: 0115757228.

fonte: Amnesty International

 
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Nella mitologia greca, Ananke era la personificazione del destino, della necessità inalterabile e del fato.

1522 / D.i.Re

COMUNICATO

STAMPA

 

La violenza dei numeri, le responsabilità di tutti.
L’Associazione Nazionale Dire – Donne in rete contro la violenza fa  appello al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affinché la lotta alla violenza di genere diventi  una priorità della politica italiana.
La “lettera aperta” sarà recapitata nei prossimi giorni, mentre le sessanta Associazioni e Case delle Donne aderenti a Dire faranno lo stesso con le istituzioni locali in tutto il Paese.


Dall’inizio dell’anno sono cinquantasei le donne uccise solo perché donne. Non si
tratta di omicidi passionali o di raptus. L’uccisione della donna non è che l’ultimo atto di una serie di episodi di violenza fisica, psicologica, sessuale, economica.
Noi li chiamiamo “femminicidi”.
L’Associazione Nazionale D.i.Re - Donne in Rete contro la violenza, a cui aderiscono 60 Centri Antiviolenza e Case delle Donne su tutto il territorio italiano, richiama le istituzioni ad un atto di responsabilità politica nei confronti del fenomeno della violenza maschile sulle donne nel nostro Paese e chiede ancora una volta che la lotta alla violenza sulle donne sia una priorità strategica nell’agenda politica italiana.
Il tema della violenza maschile sulle donne va affrontato secondo l’ottica della differenza di genere per superare la storica ma sempre attuale disparità di potere tra uomini e donne negli ambiti, politici, sociali, economici e culturali.
Si continua oggi ad assistere alla mercificazione del corpo della donna considerato oggetto di scambio, privo di libertà e di diritti. Comportamenti e linguaggio sessista
minano la posizione sociale della donna e peggiorano la sua immagine, rendendola ancora più vulnerabile.
Anche le Nazioni Unite, attraverso il Comitato Cedaw... (leggi l'intero comunicato)

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