Corso di aggiornamento per dieci operatrici d’accoglienza di Centri Antiviolenza PDF Stampa E-mail

Logo del Centro Antiviolenza Ananke - PescaraIl Centro Antiviolenza gestito dalla Associazione Ananke ha promosso un percorso di qualificazione ed aggiornamento per dieci operatrici d’accoglienza di Centri Antiviolenza.
L’iniziativa ha visto la partecipazione, in qualità di docenti, di professioniste dei maggiori Centri italiani: Anna Alessi e Vittoria Messina da Le Onde di Palermo, Giuditta Creazzo e Romanin dalla Casa delle Donne di Bologna.
Il percorso di qualificazione ed aggiornamento ha fornito conoscenze e strumenti tecnico-professionali, che consentiranno alle operatrici di accoglienza l’esercizio della propria attività, relativa ai compiti d’accoglienza della domanda, di lettura e decodifica della stessa, di costruzione di percorsi di uscita dalla violenza da parte di donne oggetto di violenza fisica, sessuale, psicologica, economica, di coercizione o riduzione della libertà in contesto familiare ed extrafamiliare.
Nello specifico, il percorso è stato articolato nelle seguenti aree:

  • gestione di un centralino telefonico di un centro antiviolenza;
  • conduzione di colloqui con donne che vivono situazioni di violenza;
  • elaborazione di progetti individuali a breve, medio e lungo termine finalizzati alla risoluzione della situazione di violenza vissuta dalla donna;
  • attivazione e gestione di network tematici volti al contrasto della violenza contro le donne ed a fornire risposte efficaci ai bisogni delle donne che subiscono violenza;
  • gestione in equipe pluridisciplinare dell’attività professionale e delle relazioni con i partner di ruolo all’interno del centro antiviolenza.

 

Nella mitologia greca, Ananke era la personificazione del destino, della necessità inalterabile e del fato.

1522 / D.i.Re

COMUNICATO

STAMPA

 

La violenza dei numeri, le responsabilità di tutti.
L’Associazione Nazionale Dire – Donne in rete contro la violenza fa  appello al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affinché la lotta alla violenza di genere diventi  una priorità della politica italiana.
La “lettera aperta” sarà recapitata nei prossimi giorni, mentre le sessanta Associazioni e Case delle Donne aderenti a Dire faranno lo stesso con le istituzioni locali in tutto il Paese.


Dall’inizio dell’anno sono cinquantasei le donne uccise solo perché donne. Non si
tratta di omicidi passionali o di raptus. L’uccisione della donna non è che l’ultimo atto di una serie di episodi di violenza fisica, psicologica, sessuale, economica.
Noi li chiamiamo “femminicidi”.
L’Associazione Nazionale D.i.Re - Donne in Rete contro la violenza, a cui aderiscono 60 Centri Antiviolenza e Case delle Donne su tutto il territorio italiano, richiama le istituzioni ad un atto di responsabilità politica nei confronti del fenomeno della violenza maschile sulle donne nel nostro Paese e chiede ancora una volta che la lotta alla violenza sulle donne sia una priorità strategica nell’agenda politica italiana.
Il tema della violenza maschile sulle donne va affrontato secondo l’ottica della differenza di genere per superare la storica ma sempre attuale disparità di potere tra uomini e donne negli ambiti, politici, sociali, economici e culturali.
Si continua oggi ad assistere alla mercificazione del corpo della donna considerato oggetto di scambio, privo di libertà e di diritti. Comportamenti e linguaggio sessista
minano la posizione sociale della donna e peggiorano la sua immagine, rendendola ancora più vulnerabile.
Anche le Nazioni Unite, attraverso il Comitato Cedaw... (leggi l'intero comunicato)

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