È attivo da mercoledì, 8 marzo 2006, su tutto il territorio nazionale il servizio di pubblica utilità “Antiviolenza donna 1522”. Il servizio telefonico gratuito è stato istituito dal Ministero per le Pari Opportunità e punta a fornire una risposta ed un aiuto da parte delle istituzioni a tutte le donne che subiscono violenze e abusi, o hanno bisogno di un supporto a causa di condizioni di disagio. Il servizio è in grado di fornire supporto un primo supporto specialistico di accoglienza ed assistenza psicologica e giuridica e di indirizzo verso le strutture pubbliche e private presenti sul territorio (centri antiviolenza, forze dell’ordine, strutture sanitarie). La violenza nei confronti delle donne è un male che purtroppo non conosce confini, - afferma il Ministro Stefania Prestigiacomo - prescinde da cultura, censo, strutture sociali, colpisce le società avanzate e quelle meno progredite. Il nostro paese non è immune da questo male, che si consuma nella maggior parte dei casi all’interno della cerchia delle persone vicine alla vittima se non addirittura dentro le mura domestiche.
“C’è una forte esigenza – rileva ancora il Ministro - di costruire attorno alle donne una rete di assistenza e sostegno. Per questo è stato attivato il “1522” numero verde nazionale antiviolenza sulle donne. Il servizio punta a costituire un punto di contatto rapido e privilegiato fra le donne vittime di violenze e le istituzioni presenti sul territorio”. La finalità di questo progetto – sottolinea infine il Ministro per le Pari Opportunità - è anche quello di far emergere il sommerso che purtroppo è ancora vasto in questa dolorosa materia. Naturalmente questo servizio sarà di supporto anche alle donne extracomunitarie che sono, come le italiane, vittime di violenze o che vivono in condizioni di grave disagio o sopraffazione. Il 1522 costituisce una “rete” per fornire ad ogni “sos” femminile la risposta più rapida, più adeguata, più vicina”.
Il Centro Ananke è responsabile del servizio 1522 per il centro Italia.
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1522 / D.i.Re

COMUNICATO
STAMPA
La violenza dei numeri, le responsabilità di tutti. L’Associazione Nazionale Dire – Donne in rete contro la violenza fa appello al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affinché la lotta alla violenza di genere diventi una priorità della politica italiana. La “lettera aperta” sarà recapitata nei prossimi giorni, mentre le sessanta Associazioni e Case delle Donne aderenti a Dire faranno lo stesso con le istituzioni locali in tutto il Paese.
Dall’inizio dell’anno sono cinquantasei le donne uccise solo perché donne. Non si tratta di omicidi passionali o di raptus. L’uccisione della donna non è che l’ultimo atto di una serie di episodi di violenza fisica, psicologica, sessuale, economica. Noi li chiamiamo “femminicidi”. L’Associazione Nazionale D.i.Re - Donne in Rete contro la violenza, a cui aderiscono 60 Centri Antiviolenza e Case delle Donne su tutto il territorio italiano, richiama le istituzioni ad un atto di responsabilità politica nei confronti del fenomeno della violenza maschile sulle donne nel nostro Paese e chiede ancora una volta che la lotta alla violenza sulle donne sia una priorità strategica nell’agenda politica italiana. Il tema della violenza maschile sulle donne va affrontato secondo l’ottica della differenza di genere per superare la storica ma sempre attuale disparità di potere tra uomini e donne negli ambiti, politici, sociali, economici e culturali. Si continua oggi ad assistere alla mercificazione del corpo della donna considerato oggetto di scambio, privo di libertà e di diritti. Comportamenti e linguaggio sessista minano la posizione sociale della donna e peggiorano la sua immagine, rendendola ancora più vulnerabile. Anche le Nazioni Unite, attraverso il Comitato Cedaw... (leggi l'intero comunicato)
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